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Il senso della vita

Il presente articolo cerca di esplorare il senso della vita prendendo in considerazione diverse visioni e approcci teorici psicologici, e focalizzandosi su diversi aspetti della vita.

Il senso della vita psicologia

Il senso della vita è uno dei costrutti chiave, considerato parte integrante di una vita ben vissuta.

Il significato o senso della vita può influenzare il funzionamento umano.

Infatti, il senso della vita permette alle persone di interpretare e organizzare la loro esperienza quotidiana, raggiungere obiettivi e classificare l’importanza degli oggetti.

Jung e il Senso della Vita

«Profondità e superficie devono mescolarsi, al fine di generare nuova vita. La nuova vita però non nasce al di fuori di noi, ma in noi stessi. […] La vita non viene dalle cose, ma da noi.

Tutto ciò che accade fuori è già accaduto. Perciò chi osserva l’evento da fuori vede sempre soltanto ciò che è già stato e che è sempre uguale. Chi invece guarda da dentro sa che tutto è nuovo.

Le cose che accadono sono sempre le stesse. Non è sempre uguale invece la profondità creativa dell’essere umano.

Le cose di per sé non significano nulla, assumono un significato soltanto dentro di noi. Siamo noi a dare significato alle cose. Il significato è ed è sempre stato artificiale. Siamo noi a crearlo.

Cerchiamo dunque in noi stessi il significato delle cose affinché la via di quel che ha da venire possa palesarsi e la nostra vita continui a scorrere.
Ciò di cui avete bisogno proviene da voi stessi, ed è il significato delle cose. Il significato delle cose non è il senso che è loro proprio. Questo senso si trova nei libri dotti. Le cose sono prive di senso.Il significato delle cose è la via della redenzione che vi create voi stessi. Il significato delle cose è la possibilità – creata da voi stessi – di vivere in questo mondo. E’ la capacità di dominare questo mondo e l’affermarsi della vostra anima in questo mondo.Questo significato delle cose è il senso superiore che non si trova nelle cose stesse e neppure nell’anima, è piuttosto il Dio che sta tra le cose e l’anima, il mediatore della vita, la via, il ponte, il passaggio.

Non avrei potuto vedere ciò che doveva venire, se non avessi potuto scorgerlo in me stesso.»

(C.G.Jung – Libro Rosso)

La Musica e il senso della Vita

( Giorgia – Il Senso )

Una miriade di studi hanno esplorato la relazione tra significato nella vita e benessere mentale, nonché la psicopatologia.

Molti psicologi lo considerano una parte vitale dei processi e dei comportamenti mentali (Frankl 1979; Steger 2012; Wong 1998).

Cos’ è il senso della vita?

Diversi modelli cercano di rispondere a questo quesito.

Secondo Steger et al. (2006), l’approccio delle persone alla comprensione del significato nella vita può essere vista in due dimensioni principali:

  • presenza del significato nella vita e
  • ricerca del significato nella vita.
Presenza di significato della vita

La presenza di significato della vita riguarda la misura con cui le persone comprendono, danno un senso  o vedono un significato nella loro vita,  accompagnato dalla percezione di avere uno scopo, una missione nella vita;

Precisamente si riferisce al grado con cui gli individui percepiscono la propria vita come significativa.

Ricerca di significato della vita

La ricerca di significato della vita si riferisce alla forza, all’ intensità e all’attività del desiderio e degli sforzi delle persone per stabilire e / o aumentare la loro comprensione di significato e scopo della loro vita .

Quest’ultimo riflette il grado in cui le persone sono impegnate nella ricerca di significato nella vita.

 Presenza e Ricerca di senso della vita

Entrambe le dimensioni hanno un carattere essenzialmente diverso ed esprimono atteggiamenti diversi nei confronti della vita.

La presenza di significato nella vita consente alle persone di vivere la propria vita come comprensibile e significativa e sentire un senso di scopo o missione nella propria vita che trascende le preoccupazioni banali della vita quotidiana (Steger 2009).

Questa definizione è abbastanza ampia da comprendere una vasta gamma di esperienze umane legate allo scopo e al significato e suggerisce anche che le persone possono trovare significato impegnandosi in sforzi creativi e perseguendo i propri obiettivi.

Approfondimenti sul senso della vita

La ricerca del significato nella vita si riferisce agli sforzi dinamici e attivi che gli individui fanno quando cercano di comprendere il significato e lo scopo della loro vita (Steger et al. 2008).

Steger (2012) sottolinea che il significato è un termine principale che comprende due fattori principali:

  1. la comprensione e
  2. lo scopo.

Il primo fattore riflette la capacità umana di dare un senso e comprendere la propria vita, incluso il proprio io, il mondo esterno e il modo in cui uno si adatta e opera all’interno del mondo.

Il secondo fattore indica aspirazioni generali e di lunga durata che sono auto-concordanti e stimolano l’attività correlata.

Il senso della vita e altre visioni di significato

Frankl (1965), nella sua teoria del significato, ha proposto che ogni persona ha uno scopo unico o scopo generale per la propria vita e cerca di attualizzare il maggior numero possibile di valori nella propria comunità.


Baumeister (1991) sottolinea che il significato nella vita dipende dallo scopo, dall’efficacia, dal valore e dall’autostima.

Le persone possono sperimentare un significato nella vita quando le loro vite hanno un senso o trasmettono informazioni significative e comprensibili.

Wong (1989) che ha definito il significato nella vita nella categoria del significato personale come un sistema cognitivo costruito individualmente, che conferisce alla vita un significato personale.

Può essere concepito come una mappa dinamica e cognitiva che guida le persone attraverso il loro corso di vita.

Secondo la ricerca delle teorie implicite di Wong (1998), il sistema dei significati è costituito da cinque componenti:

  1. affettivo,
  2. motivazionale,
  3. cognitivo,
  4. relazionale e
  5. personale.

Le categorie vengono utilizzate per valutare gli eventi di sé e della vita in relazione al significato (McDonald et al. 2012).

Il significato personale

Il significato personale misura il significato implicito (cioè le concezioni e le credenze riguardanti la vita detenute dalle persone) che è visto come “comprendente una vita idealmente significativa”.

Il livello di significato può essere valutato in sette settori:

  1. realizzazione (perseguimento e raggiungimento di significativi obiettivi di vita),
  2. relazione (capacità sociale generale),
  3. religione (avere credenze affermative sulle relazioni con il divino),
  4. auto-trascendenza (impegno in attività altruistiche),
  5. accettazione di sé (un’umile accettazione dei propri limiti),
  6. intimità (avere relazioni emotivamente strette) e
  7. trattamento equo (percepire un grado di giustizia nella vita).

La religione e il senso della vita

Sono stati condotti numerosi studi che dimostrano ripetutamente che la religione può essere una potente fonte di significato nella vita (Chamberlain e Zika 1992; Emmons 2005; Park 2005, 2013).

Alcune definizioni

La religione può essere definita come “una ricerca di significato nei modi legati al sacro” (Pargament 1997, p. 32).

Nonostante il fatto che la relazione tra religione e significato sia intima e complessa, molte persone trovano nelle credenze religiose un senso di scopo, comprensione e supporto psicologico (Park 2013).

Nel libro “La psicologia della religione.Prospettive psicosociali ed empiriche” di Hood et al. (2009) si afferma (clicca qui per vedere il libro):

“I presupposti che formano il quadro fondamentale di questo libro sono che la ricerca di significato è di fondamentale importanza per il funzionamento umano e che la religione è unicamente in grado di aiutare in quella ricerca” (p. 12).

I sistemi religiosi forniscono agli individui un insieme integrato di credenze, obiettivi e significati che possono essere utilizzati per spiegare le complessità del mondo e affrontare situazioni e problemi personali.

Analizzando la religione come fornitore di significato, Hood et al. (2009) sottolineano quattro criteri in base ai quali la religione è unicamente in grado di fornire un significato globale:

  1. completezza,
  2. accessibilità,
  3. trascendenza e
  4. affermazioni dirette.
Completezza

Innanzitutto, la religione è il più completo di tutti i sistemi di significato, poiché include una vasta gamma di altre fonti di significato, come relazioni sociali, lavoro, famiglia, risultati, relazioni personali e valori importanti.

Accessibilità

La religione è accessibile alle persone nel senso di contribuire al significato globale attraverso la promozione di insegnamenti e credi dottrinali, educazione religiosa e norme etiche di comportamenti accettabili e inaccettabili.

Trascendenza

La trascendenza riflette la tendenza delle persone a cercare una realtà invisibile ed esplorare le “preoccupazioni finali” (Emmons 2005) che richiede una certa fiducia in un’autorità suprema in cui si trova un significato superiore.

Affermazioni dirette

Infine, la religione afferma direttamente di fornire un senso di significato in quanto facilita gli sforzi delle persone di interpretare le loro esperienze in termini di intenzioni esistenziali e di significato che è incorporato nel carattere sacro della religione.

Il Senso della vita,religione e stress

La capacità della religione di fornire un significato alla vita è particolarmente evidente nel contesto della gestione dello stress e dei principali eventi della vita.

Il Coping religioso: capacità di fronteggiamento

Il coping religioso può essere definito come:

“il grado in cui la religione fa parte del processo di comprensione e gestione degli eventi critici della vita” (Pargament et al. 2005, p. 482).

Evidenze scientifiche

I risultati degli studi condotti da Pargament (1997) che ha introdotto il concetto di coping religioso rivelano che può essere utile o dannoso, a seconda del particolare tipo di strategia di coping religioso utilizzata.

In generale, i metodi di coping religiosi possono essere raggruppati in due grandi categorie generali:

  1. coping religioso positivo e
  2. negativo (Pargament et al. 1998).
Il Coping Religioso Positivo

Gli stili di coping religiosi positivi riguardano relazioni sicure con Dio e un senso di connessione spirituale con gli altri. Tendono ad essere più utili per le persone che vivono eventi stressanti.

Il Coping religioso Negativo

Gli stili di coping religiosi negativi rivelano relazioni insicure con Dio e tensioni tra gli individui e, come indica la ricerca, sono di solito disadattivi (Ano e Vasconcelles 2005; Pargament et al. 2004).

In tal senso, la religione è più di un meccanismo di difesa in quanto può fornire agli individui quadri di significato completi e integrati che consentono loro di spiegare in modo soddisfacente gli eventi della vita difficili.

Il Senso della vita,religione e lutto

La ricerca condotta da Park (2005) su studenti universitari in lutto mostra che il significato religioso può influenzare i processi di coping creando significati dopo la perdita di una persona cara.

Evidenze scientifiche

Nel periodo iniziale del lutto, le persone che avevano forti credenze religiose tendevano a sperimentare più stress, che era collegato alla discrepanza tra il loro sistema di significato globale e le valutazioni di tali eventi.

Tuttavia, dopo un periodo di alcuni mesi, questi effetti sono scomparsi o addirittura invertiti, suggerendo un’associazione positiva tra religione e aggiustamento a lungo termine.

Attingendo alla religione come sistema di significati, gli studi dimostrano che gli individui possono derivare quadri completi di significato personale dalle loro credenze religiose che a loro volta influenzano le loro capacità di affrontare le avversità e lo stress della vita (Park 2007, 2013).

Il Senso della vita come fattore importante per il benessere

Esistono prove sostanziali che dimostrano che il significato nella vita è associato al benessere e al funzionamento positivo.

Le persone che credono che le loro vite abbiano un significato sono più felici (Debats et al. 1993) e riportano un livello più alto di soddisfazione della vita che riflette il grado in cui gli individui valutano positivamente la propria vita (Chamberlain e Zika 1988; Steger et al. 2008).

Il Senso della vita e la felicità

Gli studi hanno anche confermato i legami tra significato nella vita e varie misure di felicità globale (Ryff e Keyes 1995), adattamento psicologico (Thompson et al. 2003) e benessere generale (Ho et al. 2010).

I risultati forniscono una forte evidenza che convalida le relazioni positive tra significato della vita e domini che riflettono il funzionamento positivo.

Il senso della vita e le emozioni

Il significato della vita è anche associato ad affetti ed emozioni positive che sono spesso considerati una dimensione emotiva del benessere soggettivo (Diener 2009).

Il senso della vita e salute

Numerosi studi suggeriscono che un forte senso del significato nella vita è associato a una migliore salute fisica (ad esempio, Krause, 2004) e a una migliore salute mentale (ad esempio, Reker, 1997), ma sembra esserci solo uno studio che valuti empiricamente la relazione tra significato nella vita e la mortalità (O’Connor & Vallerand, 1998).

Evidenze Scientifiche

Ad esempio, Park, Malone, Suresh e Rosen (2008) hanno studiato nel tempo l’influenza del significato sulla vita sulla salute tra uomini e donne a cui era stata diagnosticata un’insufficienza cardiaca congestizia.

Park e colleghi riportano che un senso più forte del significato nella vita è stato associato con il miglioramento delle valutazioni della salute nel tempo.

Il senso della vita e le relazioni

La ricerca rivela che le persone che hanno social network più sviluppati tendono a vivere più a lungo rispetto agli individui socialmente isolati (House, Landis e Umberson, 1988).

La ricerca indica che le persone con sistemi di supporto sociale ben sviluppati hanno probabilmente un senso di significato più forte nella vita rispetto agli individui che non mantengono stretti legami con gli altri (Krause, 2007b).

Grazie

Dott.ssa Donatella Valsi

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Meteoropatia

Cos’ è la Meteoropatia?

In questo articolo viene esplorata la meteoropatia,l’influenza del clima e del tempo per la nostra salute psicofisica,le sue principali caratteristiche,ed illustrate le possibili cure terapeutiche.

Meteoropatia

Per organizzare la nostra quotidianità, tutti noi abbiamo provato a consultare le variazioni meteorologiche in Tv e attraverso i messaggi sul cellulare.

Probabilmente, anche tu che stai leggendo questo articolo, ti sarai imbattuto/a a guardare le previsioni meteo.

C’è chi lo fa abitualmente, e chi non bada a questo.

Quanto è importante il clima per noi?

Vi sono prove crescenti che il clima e  il tempo influenzano molteplici aree della vita umana, compresa la salute mentale.

E’ ben nota la stretta relazione tra salute e ambiente.

Salute e Ambiente

Ogni giorno, alcune persone riscontrano il deterioramento della loro salute o compaiono alcuni nuovi sintomi associati ai cambiamenti del tempo.

Infatti, La temperatura, L’umidità, La nuvolosità o Le variazioni della pressione atmosferica possono avere un impatto significativo sulla nostra salute.

La Meteoropatia e il passato

Molti uomini del passato soffrivano di meteoropatia:

Wolfgang Amadeus Mozart soffriva di reumatismi

Voltaire era profondamente malinconico in autunno

 entrambi erano meteoropatici.

Addirittura, Ippocrate consigliava ai medici di prendere in debita considerazione l’influenza che le stagioni dell’anno avevano sui pazienti.

Oggi tutto questo è ampiamente studiato!

Cosa significa meteoropatia?

Il termine meteoropatia deriva dal greco “meteora” (cose in alto nell’aria o da fenomeni celesti) e “pathos” (malattia, sofferenza, dolore).

Questo termine si riferisce a un set di temperatura, umidità, pressione barometrica e luminosità.

Più precisamente la meteoropatia può essere considerata una sindrome: infatti, è rappresentata da un gruppo di sintomi e reazioni patologiche che si manifestano quando si verifica un cambiamento graduale o improvviso in uno o più fattori meteorologici in una determinata area.

Possono verificarsi disturbi psichici e fisici di tipo neurovegetativo che si verificano in determinate condizioni e variazioni del tempo meteorologico e delle condizioni climatiche stagionali.

Meteoropatia:  chi è maggiormente colpito?

Gli scienziati hanno affermato che le persone di mezza età, in particolare le donne, sono maggiormente a rischio di diventare meteoropatiche, ma anche i bambini sono a rischio.

Inoltre vale la pena notare che le donne sono generalmente indicate come più sensibili alle condizioni meteorologiche, nonché più facilmente suscettibili allo sviluppo di sintomi di disturbi fisici e mentali in risposta ai cambiamenti ambientali.

Sintomi della Meteoropatia

  • Depressione (sia mentale che fisica)
  • Debolezza
  • Ipertensione
  • Cefalea
  • Desiderio di rimanere in casa
  • aumento della suscettibilità al dolore alle articolazioni e ai muscoli,
  • difficoltà respiratoria
  • forte sensazione allo stomaco
  • Disturbi dell’umore
  • irritabilità
  • sintomi nel sistema cardiovascolare (palpitazioni,dolore allo sterno)

Durata dei sintomi

Questi sintomi durano uno o due giorni.

 Esattamente cominciano a diminuire una volta che il tempo è cambiato, ma ritornano se il tempo cambia di nuovo.

Quando i cambiamenti si susseguono uno dopo l’altro, i sintomi diminuiscono di intensità ogni volta, poiché si verifica una sorta di processo di adattamento da parte del nostro organismo.

Meteoropatia o Meteosensibilità?

Esiste una differenza quantitativa tra i termini “meteosensibilità” e “meteoropatia“.

I meteosensibili sono persone biologicamente sensibili a sentire l’effetto di particolari eventi atmosferici sulla mente e sul corpo.

I meteoropatici ,invece, sono quegli individui che sviluppano una malattia specifica o un peggioramento delle malattie esistenti a seguito di questi cambiamenti climatici.

Inoltre La meteosensibilità è anche correlata alle capacità psicofisiche umane legate alla gestione quotidiana dello stress.

Meteoropatia e Cervello

Sebbene i meccanismi biologici della meteoropatia siano sconosciuti, in un recente studio, è stato suggerito che una maggiore attività del nucleo vestibolare può influenzare probabilmente la regolazione della meteoropatia nell’uomo.

Inoltre, le attività dell’ipotalamo e del nucleo dell’amigdala sono suggerite come significative nello sviluppo della meteoropatia.

Studi scientifici sulla Meoropatia

I ricercatori del Dipartimento di Neuroscienze dell’Istituto di Psichiatria e Psicologia, dell’ Università “Cattolica del Sacro Cuore” di Roma hanno descritto e convalidato:

un questionario per la rilevazione della meteoropatia e meteosensibilità:
Il METEO-Q

I risultati del loro studio supportano l’utilizzo del METEO-Q per la raccolta di informazioni sugli effetti dei cambiamenti climatici su soggetti sani e potenzialmente su pazienti psichiatrici.

Per saperne di più ,puoi leggere l’articolo integrale (lingua inglese) clicca qui

Fattori di Incidenza

Alcuni fattori come:

  • la stagionalità ,
  •  la disregolazione dei ritmi circadiani ,
  • le anomalie nella risposta biologica alla luce solare ,
  • il ciclo lunare

svolgono un ruolo significativo nello sviluppo e nel decorso anche di altre patologie mentali ( es. Disturbo Bipolare)

Clima e Emozioni

I fattori ambientali come il clima o il tempo possono influenzare gli stati emotivi umani e le condizioni di salute.

Ad esempio, è stato dimostrato che il disagio emotivo diminuisce quando aumenta l’esposizione al sole e durante le variazioni meteorologiche quotidiane.

Infatti l’esposizione solare, la velocità del vento e la pressione dell’aria influenzano la soddisfazione di sé.

In aggiunta,altri studi hanno evidenziato come i livelli della temperatura, le precipitazioni, l’ umidità e la copertura nuvolosa peggiorano l’espressione dei sentimenti tra gli utenti dei social media.

Clima e Stress

Precisamente è stato anche dimostrato che i fattori di stress ambientale, come un notevole aumento della temperatura o un aumento delle precipitazioni prodotti dai cambiamenti climatici, in particolare durante le catastrofi naturali, possono causare stress mentale, emotivo e fisico negli esseri umani.

In particolare, alcuni autori hanno suggerito che le onde elettromagnetiche influenzano direttamente l’ipotalamo, il quale in presenza di un fattore stressante interviene tentando di conservare lo stato di normalità dell’organismo.

Clima ed altre patologie

Le condizioni meteorologiche sono legate al disturbo affettivo stagionale, che si riscontra principalmente nelle donne,e agli attacchi d’ansia da panico.

 Alcuni autori hanno anche sottolineato la relazione tra i cambiamenti meteorologici e il mal di testa a grappolo(Lee et al. 2014), all’ emicrania, al dolore neuropatico ed ai disturbi del sonno nell’uomo.

Qualsiasi disturbo derivante dall’impatto delle condizioni climatiche può essere descritto come meteoropatia,

cioè un fenomeno di peggioramento delle malattie esistenti o dell’emergere di una nuova malattia specifica come conseguenza del cambiamento climatico.

Meteoropatia e Cura

Esistono diversi rimedi e terapie a seconda della persona che ne soffre.

Rimedi

Omeopatia
Fitoterapia
Magnesio

Terapie

Agopuntura

E’ una branca della medicina cinese, che sfrutta il posizionamento di alcuni aghi in determinati punti del corpo al fine di attenuare od eliminare il disturbo.

Idroterapia

Aiuta l’organismo a ritrovare la capacità di termoregolazione mediante getti alternati d’acqua calda e fredda.

Luminoterapia

E’ una terapia chiamata anche “light terapy” o terapia della luce,e consiste nel sottoporre la persona all’ esposizione di luce solare attraverso una lampada.

Terapia farmacologica e medica
Percorso psicologico e/o psicoterapeutico

Se hai necessità di iniziare un percorso psicologico di consulenza o sostegno in presenza o online, puoi contattarmi anche per via- email:

donatella_valsi@yahoo.com

Grazie

Dott.ssa Donatella Valsi

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Fonti

  • M.Mazza,M.Di Nicola,V.Catalano et al.(2012). Description and Validation of a Questionnaire for the Detection of Meteoropathy and Meteorosensitivity: The METEO-Q. Compr Psychiatry.53(1):103-6.
  • W.Oniszczenko.(2020) Affective Temperaments and Meteoropathy Among Women: A Cross-sectional Study. PLoS One.4;15(5):e0232725.

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Stress

Come riuscire a smettere di Lamentarsi

L’ Articolo tratta come riuscire a smettere di lamentarsi esplorando ciò che ci porta a farlo insieme ad alcune indicazioni che potranno aiutarci a farci smettere

Probabilmente nella nostra vita ci siamo lamentati.

Forse lo abbiamo fatto quando gli obiettivi che ci siamo prefissati, poi, non si sono verificati.

In altre circostanze,invece, abbiamo interagito con una persona che si lamentava di qualcosa per diverso tempo.

Cosa significa lamentarsi?

Per capire meglio cosa significa, ho cercato nel dizionario Treccani Online, il significato del termine

( Se vuoi leggerlo anche tu, clicca qui ).

Il dizionario, riporta le seguenti parole per spiegare il significato di lamentarsi:

  • Compiangere, provare dolore o rammarico per qualche cosa;
  •  Emettere lamenti, per dolore fisico o morale;
  • Esprimere la propria scontentezza, dolersi presso altri di cosa che non ci soddisfa, di un torto subìto, di quanto ci fa soffrire.
Voi ,invece, come descrivereste il significato di lamentarsi?
Alcuni autori, lo descrivono così…

Lamentarsi come riuscire a smettere psicologia

Perchè ci lamentiamo ?

Come riuscire a smettere di lamentarsi psicologia

Cosa ci fa lamentare?

Le persone che si lamentano hanno un pensiero negativo ricorrente; più precisamente, la persona che lo prova si chiude in questo stato d’animo e vede soltanto aspetti e momenti negativi nella propria vita, dall’ area affettiva, a quella lavorativa, sociale e di salute.

La psicologia definisce questa tendenza come “ rimuginio”, in cui predomina uno stile di pensiero negativo che ci porta a rimuginare.

Alla base di questo stile di pensiero, potrebbe esserci uno stato d’insoddisfazione e d’insicurezza nella propria vita.

In questa condizione potremo vivere ciò che facciamo, i nostri progetti e obiettivi quotidiani focalizzandoci esclusivamente sull’ aspetto negativo dei risultati probabilmente raggiunti, non considerando alcun aspetto positivo dagli errori ad esempio commessi, e dai risultati, continuando così a lamentarci.  

Può anche essere causato quando proviamo un sentimento di gelosia o invidia verso persone vicine, come ad esempio i colleghi di lavoro, che sono percepite come maggiormente realizzate rispetto a noi stessi.

Un’ulteriore causa che spinge a lamentarci continuamente è portata dalla ricerca di attenzione.

Complessivamente,  la persona lamentosa ha una bassa autostima, insicurezza e senso di incapacità e di sfiducia nelle proprie capacità.

La lamentela potrebbe essere la radice dei problemi emotivi che abbiamo.

Di certo, se smettessimo di lamentarci tanto per le cose che non vanno come vorremmo e ci concentrassimo di più sulle cose che ci possiamo godere e che ci rendono felici, non saremmo così amareggiati.

 La nostra lamentela non può aiutarci ma farci affondare sempre di più nel malessere e scontentezza.

Lamentandoci in quali conseguenze potremo incappare ?
  • Dispendio eccessivo di energia mentale e fisica
  • Non apprezzare le cose belle della vita
  • Visione negativa e pessimistica
  • Ripercussioni nella sfera relazionale(amici,colleghi,parenti)
  • Sentimenti di rabbia
  • Senso di insicurezza
  • Bassa autostima
  • Sfiducia nelle proprie capacità
  • Immobilità nella propria vita
  • Sprofondare nel proprio dolore
Cosa ne pensa la scienza della lamentela?

Abbiamo visto che lamentarci, soprattutto se lo facciamo di frequente, può essere dannoso per la nostra salute e per la nostra vita anche con le altre persone a noi vicine.

Cosa accade nel nostro cervello quando ci lamentiamo?

Alcuni studi a riguardo, hanno dimostrato che lamentarsi altera le nostre reti neurali e può avere gravi ripercussioni sulla nostra salute mentale. 

Infatti, più ci lamentiamo e più consolidiamo nel nostro cervello questa tendenza in modo tale che saremo sempre più propensi a lamentarci.

Lamentarsi non influisce solo sulle connessioni neurali della persona che si lamenta, ma anche su quelle di coloro che la circondano.

In realtà, è probabile che dopo aver sentito un amico lamentarsi per diverse ore, ci potremo sentire svuotati, privi di energia. E’ anche probabile che in quel momento abbiamo una visione un po’ più pessimistica del mondo.

Questo accade  perché il nostro cervello è programmato per essere empatico ed interagire socialmente con gli altri.

Come riusciamo ad essere empatici ?

Noi riusciamo ad essere empatici con gli altri mediante i cosiddetti “neuroni specchio”, i quali  sono responsabili di farci sperimentare gli stessi sentimenti della persona che abbiamo di fronte, siano essi gioia, tristezza o rabbia.

In questo modo, il nostro cervello cerca d’immaginare cosa sente e pensa quella persona, per poter agire di conseguenza e modulare il proprio comportamento.

Nel caso in cui ci troviamo insieme ad un nostro amico che si lamenta, l’empatia diventa un’arma a doppio taglio in quanto siamo predisposti a sentire, ad immedesimarci con gli altri.

Un ulteriore ricerca svolta dalla Stanford University, ha studiato riguardo le possibili conseguenze generate durante l’ascolto di una lamentela per circa trenta minuti: secondo quanto accertato dai ricercatori americani, le lamentele provocano umore basso, irritabilità, negatività e stanchezza fisica, oltre a danneggiare i neuroni e ad alimentare pensieri negativi.

Inoltre, ascoltare qualcuno che si lamenta, spegne i neuroni e provoca un abbassamento di alcune funzioni cognitive, creative, intellettuali ed emotive molto importanti.

Come dimostrato dagli studiosi della Stanford, il lamento è considerato dal nostro cervello, un contenuto che non ha bisogno di attenzione, e visto essere più fastidioso che altro.

In più, i lamenti aumentano lo stress dato che i pensieri negativi provocano aumenti del cortisolo, l’ormone che regola lo stress e influenza l’umore e le azioni quotidiane. I pensieri negativi provocati dalle lamentele, inoltre, bloccano il pensiero positivo e la capacità di problem solving.

Come fare per cambiare questa abitudine dannosa?

Possiamo farlo mediante l’ ironia!

Questo suggerimento arriva dagli stessi ricercatori della Stanford University.

Ci raccomandano di usare l’ironia per stemperare le lamentele altrui o per esprimere le proprie, oppure risolvere direttamente il problema, o ancora spingere la persona che si lamenta ad agire direttamente anziché perdere tempo a lamentarsi.

Altre indicazioni…
  • Non giudicare

Cercare di smettere di giudicare gli altri e se stessi.

Essere maggiormente accoglienti nei propri e altrui riguardi anche verso il nostro personale concetto di imperfezione.

  • Accettare

L’accettazione è importante per raggiungere la pace interiore e la salute mentale.

Comprendere che nella propria esistenza, ci sono diverse situazioni che non è possibile cambiare.

  • Padronanza di sé

Essere padroni di se stessi e delle parole che utilizziamo può aiutarci a non cadere nel vortice della negatività dei nostri pensieri critici e negativi

  • Concentratevi sull’aspetto positivo 

Ogni circostanza ha un lato positivo, solo che non ci prestiamo attenzione e non riusciamo a vedere tutta la bellezza che ci circonda. 

  • La Mindfulness

La mindfulness può aiutarci a praticare una visione consapevole, più accettante e non giudicante verso la nostra personale realtà.

Per saperne di più, anche sul programma dei corsi che svolgo, Clicca qui

Chiedere aiuto se è necessario ad un professionista sanitario, Lo Psicologo

Quando la lamentela,questa visione pessimistica diventa forte, ed ha delle implicazioni in diverse aree della propria vita, allora sarebbe consigliabile chiedere aiuto a uno psicologo.

Si potrebbe intraprendere un percorso di consulenza o sostegno psicologico in presenza oppure online.

Grazie

Dott.ssa Donatella Valsi

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Stress

Lo Stress come si Manifesta

Vediamo come si manifesta lo stress e come possiamo affrontarlo e superarlo

stress come si manifesta psicologa

Nella nostra vita possiamo sentirci stressati.

Ogni evento che viviamo come andare a lavoro, accompagnare i propri figli a scuola, il matrimonio di mia sorella, ed altri, possono innescare in noi uno stato di stress.

Ognuno di noi può percepire un evento come stressante in maniera diversa rispetto un’altra persona; questo significa che anche lo stesso evento percepito da me come stressante, per un altro potrebbe non esserlo o risultare più o meno stressante.

Cos’è lo Stress?

Lo Stress è una risposta psicofisica e si verifica quando svolgiamo molte attività ,le quali possono essere anche diverse tra loro, di natura emotiva, cognitiva e sociale e da noi sono percepite come eccessive.

Precisamente, un medico austriaco di nome Hans Selye nel 1936 definì lo stress essere :

la risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso .

Definizione di Stress

Ci sono diverse definizioni sullo Stress.

La prima definizione considera lo Stress una “reazione di allarme” che si innesca da parte del nostro organismo quando viviamo eventi della vita quotidiana  considerati essere stressanti.

La seconda  vede lo stress come uno stimolo nocivo: qualsiasi cosa o fatto interno o esterno, fisico, sociale , può  esercitare un’influenza intensa e prolungata nel tempo determinando lo stress.

Infine, la  terza definisce lo stress essere il risultato complessivo dei diversi stimoli biologici e psicosociali, e della risposta psicofisiologica scaturita da essi.

Lo Stress ha una durata?


Come abbiamo detto, ogni evento vissuto dall’individuo può essere percepito come stressante.

Se viviamo un evento fonte di stress e questo ha una durata limitata nel tempo, ad esempio , si verifica una sola volta : in questo caso si tratta di Stress Acuto.

Invece, se l’evento stressante perdura nel tempo, potrebbe determinare lo Stress cronico.

Quindi a seconda dell’evento che viviamo, e la sua percezione che abbiamo su di esso, può determinare in noi lo stress acuto o lo stress cronico.

Tutti gli eventi stressanti sono negativi?

Certo che no !

E’ vero che alcuni eventi stressanti sono nocivi e possono rappresentare un rischio per il mio benessere psicofisico. In questo caso si parla di distress.

Ma in altri casi, lo stress può assumere un aspetto positivo nella mia vita.

Infatti lo stress, in alcune circostanze, può favorire una maggior vitalità al mio organismo.

Quando accade ciò si parla di eustress.

Perciò lo stress non possiamo considerarlo solo negativamente!

Come si manifesta lo Stress?

Secondo il medico Selye lo Stress si verifica in questo modo.

All’ inizio si verifica una prima risposta ad un evento percepito come stressante e il mio organismo può avere una reazione di allarme.

Successivamente, se l’evento stressante:

  • non è così forte da risultare incompatibile con la sopravvivenza dell’organismo
  • è prolungato nel tempo

Potrebbe verificarsi una resistenza da parte del mio organismo con risposte diverse e per alcuni versi opposte rispetto alla reazione di allarme.

Se l’evento stressante continua ad essere presente in modo intenso, si innesca la fase di esaurimento ovvero le risorse a disposizione dell’organismo sono limitate e ad un certo punto si esauriscono.

Quali eventi sono fonte di Stress?

Ci sono molti eventi che possono essere fonte di stress.

Ognuno di noi può percepire questi eventi in maniera diversa.

  • eventi della vita sia piacevoli che spiacevoli (matrimonio,nascita di un figlio, morte di una persona cara)
  • in presenza di malattie organiche
  • condizioni di vita (ambienti rumorosi, inquinati)
  • stile di vita (abuso di fumo e alcol)
Come faccio a capire se sono stressato/a?

Lo stress può verificarsi tramite alcuni sintomi.

Non sempre la presenza di questi sintomi, la causa è da identificarsi nello stress.

  •  A livello fisico : come il mal di testa,i problemi di sonno, la stanchezza
  • nel comportamento: come la prepotenza, il giudizio
  •  manifestazioni emotive : come piangere, il nervosismo
  • con sintomi cognitivi: come la mancanza di concentrazione, la difficoltà a prendere decisioni
Come posso superare o ridurre lo stress?

Innanzitutto, è bene dire che ogni cosa vissuta può essere fonte di insegnamento per me anche per quanto riguarda le situazioni più spiacevoli.

E’ possibile superare o ridurre lo stress, se il caso lo consente tramite un percorso di consulenza e sostegno psicologico: sono degli interventi finalizzati ad accogliere la richiesta d’aiuto della persona.

In alternativa , è possibile prevenire lo stress, o imparare a saperlo gestire ed affrontare tramite un percorso di consapevolezza ovvero tramite la mindfulness.

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